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2007/2008

2 1
INTER ATALANTA

13.a giornata - A

24/11/2007

Serie A 2007/2008

rubrica a cura di: Luigi Petagna

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l'inter va come un treno

Respinto l'assalto della Roma: l'Atalanta va giù sotto i colpi dei due attaccanti. Floccari tiene in gioco fino al 90' la squadra di Del Neri, che contesta il raddoppio di Cruz per una spinta ignorata da Banti


MILANO, 24 novembre 2007 - Nella notte delle 400 partite di Javier Zanetti e del ritorno in campo di Marco Materazzi, entrato all'87' a 95 giorni dall'infortunio in Nazionale, l'Inter mantiene le distanze sulla Roma battendo l'Atalanta 2-1. Di Suazo, Cruz e Floccari i gol, tutti nel primo tempo. Dominato dall'Inter, se si esclude il momento magico della punta chiamata a sostituire Zampagna.

 

Sulle spalle di Sergio Floccari effettivamente c'è una responsabilità non indifferente. E' la prima partita del dopo Zampagna, in casa dell'Inter, la prima di una serie consistente perché fin quando l'Atalanta non spenderà per un nuovo bomber (se lo farà) i gol saranno questione di sua competenza. Dopo sei minuti di buon avvio atalantino, l'ex del Messina confeziona un tiretto troppo facile per Julio Cesar. Ma poco prima dell'intervallo scolpisce un capolavoro: controllo al limite (Cordoba si perde) e sassata di destro imparabile. E' l'unica parentesi di un primo tempo dominato dalla squadra di Mancini.

 

La disattenzione che costa il 2-1 è infatti annacquata da 40 minuti di controllo del campo, con un gioco fluido e veloce. Maicon è un trattore sulla fascia destra, un problema irrisolto per Manfredini, alle prese con scatti e tunnel; Suazo e Cruz dialogano che è un piacere. Con la complicità di Coppola arrivano l'1-0 dell'honduregno (secondo centro in campionato), e pure il 2-0 dell'argentino, largamente viziato da una spinta su Carrozzieri ignorata da Banti.

 

Gli errori dell'arbitro condizionano la gara (Manfredini meriterebbe il rosso per un'entrata pericolosa su Suazo) ma l'Atalanta non molla. E dopo il colpo di testa di Doni neutralizzato da Julio Cesar, nel finale va a un passo dal colpaccio con Ferreira Pinto, in ritardo sul pallone più che ostacolato (proteste) da Maxwell nell'area piccola. La stanchezza dei nazionali agevola l'assalto finale dei bergamaschi, solidi e organizzati oltre che volenterosi. Ma Julio Cesar resta al coperto, rimediando solo un brutto colpo in uscita da parte di Simone Inzaghi (espulso). E per Mancini l'ottava vittoria su dodici partite diventa un certificato di proprietà sul primo posto, a + 3 sulla Roma con una partita da recuperare.

 LE PAGELLE:  
    RISULTATI

 


 

 

 13^ Giornata

Andata

Risultati

 Cagliari

Milan

25-nov

 Empoli

Torino

25-nov

 Genoa

Roma

0-1

 Inter

Atalanta

2-1

 Juventus

Palermo

25-nov

 Lazio

Parma

25-nov

 Livorno

Sampdoria

25-nov

 Napoli

Catania

25-nov

 Reggina

Fiorentina

25-nov

 Udinese

Siena

25-nov

 

MANCINI: "SAPPIAMO SOFFRIRE"

24 novembre 2007 - Un successo forse sofferto ma da Inter. "Abbiamo giocatori che tornano dalle nazionali e un po' di fatica l'hanno fatta - spiega Roberto Mancini -. Maicon e Julio Cesar li abbiamo visti solo ieri sera in ritiro, la stessa cosa con Zanetti, Crespo, Cambiasso, Jimenez, poi ci sono gli infortunati e siamo abbastanza contati. Devono soffrire ma posso dire che lo fanno anche troppo bene". Del resto "l'Atalanta qua fa sempre un'ottima figura - sottolinea Mancini - gioca bene, fuori è pericolosa. Poi sul 2-0 pensavamo di aver chiuso la partita ma non si doveva pensare perchè basta un attimo e si riapre". Il tecnico, intanto, ha ritrovato Suazo ("si sta ambientando, sta migliorando settimana dopo settimana") e Materazzi ("è tornato ma ci vorrà ancora un po' di tempo, ha bisogno di allenarsi, di giocare. In campo col Fenerbahce? Vediamo nei prossimi giorni con calma, è già importante che sia tornato"). Il tecnico ha poi fatto accenno ad alcune frizioni con lo staff medico dell’Inter. "Sono cose private quindi è inutile parlarne qua. A parte certi infortuni gravissimi, gli altri li ho vissuti anch’io in prima persona e credo sempre che si possa recuperare molto più in fretta. I giocatori rispetto a prima fanno più fatica a rientrare ma non per colpa loro. Sono i medici ad essere peggiorati".

 

 

     

 

 

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