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MILANO,
5 dicembre 2007 - Niente da fare per le romane nella serata del doppio
confronto con l'Inter. La Lazio perde a San Siro (3-0); la Roma, che sperava
in un "favore" dei biancocelesti, resta al gancio in classifica. Ibrahimovic
si sblocca di rigore in campionato (ultimo centro proprio a Roma il 29
settembre). Poi Maicon e Suazo mettono la firma sulla decima vittoria su 14
partite in campionato.
C'è un
intero reparto fuori per infortunio, un esordiente ventenne in mezzo, una
coppia difensiva che ha un'intesa tutta da verificare, eppure l'Inter vince.
Anzi, domina. A Mancini saltano i pezzi (oltre a Stankovic, Cesar, Figo,
Vieira e Dacourt solo per quello che riguarda il centrocampo) ma non si
riesce di far male alla sua squadra. Contro la Lazio, che pure ha i suoi
grossi problemi ma ha talento da vendere in attacco, bastano due calci
d'angolo ben calibrati per mantenere inalterate le distanze sulla Roma. Sul
primo Damato concede un rigore un po' generoso a Burdisso (Stendardo
trattiene, l'argentino si lascia cadere); sul secondo De Silvestri "dimentica"
Maicon.
Dopo 33
minuti non c'è più partita. La Lazio, se si esclude Rocchi, gira con una
cilindrata nettamente inferiore. L'innesto di Kolarov nella ripresa serve
solo a rimpiazzare Stendardo, a lungo in dubbio prima della partita. Preso
atto della disparità di valori, l'attenzione si sposta su Pelè, Suazo,
Jimenez, i giocatori poco utilizzati da Mancini che sono chiamati a tenere
in piedi il prestigio della capolista. Fanno bene tutti e tre, perché
Cambiasso copre come una quercia ogni imperfezione e produce anche l'assist
del 3-0 per l'honduregno. E se Pelè tutto sommato non dispiace nonostante
qualche passaggio a vuoto, Jimenez mostra di essere sempre più a suo agio (da
urlo la giocata con cui sfiora il gol a inizio ripresa: "sombrero" su due
difensori e sinistro alto).
Uscito
Suazo, la Lazio può sganciarsi senza temere di essere infilzata a ogni
ripartenza. Nascono così le opportunità migliori della squadra di Delio
Rossi, con Rocchi per tre volte al tiro (straordinario Julio Cesar). In
chiusura c'è tempo per il solito inserimento di Materazzi e per un'ottima
occasione sprecata da Solari. Sbavature, poco rilevanti in una serata da
primi della classe. |