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2007/2008

Liverpool-Inter: 2-0

19/02/2008

 

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kuyt-gerrard: tonfo inter, a san siro serve l'impresa

Brutta sconfitta dei nerazzurri ad Anfield: in 10 dal 29' per l'espulsione di Materazzi, la squadra di Mancini non tira mai subendo l'iniziativa del Liverpool. Dominio premiato nei 10' finali con l'uno-due dell'olandese e del capitano


LIVERPOOL (Inghilterra), 19 febbraio 2008 – Comincia male l’avventura dell’Inter nella fase cruciale della Champions. Davanti agli occhi di Fabio Capello, c.t. dell’Inghilterra, i nerazzurri perdono (2-0) a Liverpool nell’andata degli ottavi, resistendo in 10 contro 11 per quasi un’ora, fino ai gol di Kuyt e Gerrard. Brutto infortunio per Cordoba: nel ritorno, oltre a Materazzi, rischia di restare fuori anche lui.

 

Vieira parte dalla panchina. La formazione è quella più scontata, con Chivu arretrato, Stankovic e Cambiasso nella metà campo che ha Maxwell e Zanetti sugli esterni. La musica della Champions, per una volta, non la sente nessuno. La Kop detta legge, ed è un canto che intimorisce. L’inno sacro al popolo Reds viene ripetuto più volte, senza sosta. Tanto per far capire ai nerazzurri di avere davanti una montagna da scalare.

 

Benitez crea un muro in mezzo: Lucas e Mascherano coprono Gerrard, Kuyt e Babel, i tre che rendono agile la manovra dei Reds. Torres è l’unico riferimento offensivo, ma sui ribaltamenti attaccano tutti, compreso Carragher, che al 3’ chiede il rigore per un tocco di braccio di Cordoba. Il primo quarto di gara è in apnea: Kuyt attacca a sinistra, Babel dalla parte opposta. Martellano, ma senza arrivare a Julio Cesar.

 

Difficile scavare un’intensità maggiore dall’anima di una squadra apparentemente in crisi. De Bleeckere lascia correre quando Mascherano maltratta Cruz, poi si fa inflessibile con l’Inter: così Materazzi finisce fuori alla mezz’ora per due falli su Torres. La partita si spacca in due. Chivu affianca Cordoba, Maxwell scala in difesa, Stankovic passa da interno a perno laterale; le punte restano due. Scelta coraggiosa.

 

In 45’ di pressione i Reds impegnano Julio Cesar due volte, ma è routine per il brasiliano. Cruz ha il compito di sacrificarsi per turare la falla a destra fino a quando Mancini non inserisce Vieira. L’avvio del francese è da brividi: rischia un rilancio e apre il campo a Torres, chiuso in angolo da Julio Cesar (58’). Poi, dopo una zuccata di Hyypia, prende con la mano un pallone alzato in area da Gerrard, facendo scoppiare di rabbia la curva rossa.

 

Il monologo dei “Rafa boys” prosegue con le discese di Finnan e i tentativi di Torres, che fa in tempo a esplodere una cannonata da 25 metri prima di lasciare il posto a Crouch. Vieira dà qualche segnale di risveglio con una conclusione da fuori ma non è serata per l’Inter, perché dopo l’espulsione di Materazzi “salta” pure Cordoba nell’azione che porta al tiro Crouch (ginocchio, rischia un lungo stop). Un guaio che costringe Mancini a un altro stravolgimento difensivo e a chissà quali alchimie per la gara di ritorno.

 

E’ assalto ostinato, continuo, cattivo. I nerazzurri non cedono un centimetro di campo e il conto degli angoli (11-1) aiuta a comprendere le dimensioni di quella che sarebbe stata un’impresa, sfumata a 5 minuti dalla fine per una deviazione di Maicon che toglie a Julio Cesar la possibilità di intervenire sul tiro di Kuyt. Il guaio serio, guardando alla partita di San Siro, è che Gerrard trova il 2-0 con un angolo impossibile al 90’, capovolgendo l’inerzia della sfida dalla parte dei Reds. A San Siro servirà un’altra impresa, come quella di 43 anni fa.

 


 

 

MANCINI: "NON È ANCORA FINITA... "

"Sembra una casualità, ma a volte le cose già successe si ripetono". Roberto Mancini, nel dopo gara ad Anfield, fa un riferimento all'impresa nerazzurra del 1965, quando i nerazzurri di Helenio Herrera riuscirono, nel ritorno, a ribaltare la sconfitta dell'andata (3-1) e a eliminare la squadra inglese. "Sarà difficile, ovviamente, ma credo che l'Inter ha le qualità per fare la partita e per ribaltare la situazione. Servirà una gara perfetta e speriamo di poterla fare in undici contro undici". Appuntamento dunque a martedì 11 marzo, con tutto il popolo nerazzurro convocato allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro per spingere la squadra oltre l'ostacolo.

"All'inizio, nei primi venti minuti, ci poteva stare di soffrire, il Liverpool ci pressava e qualche problema ce lo stava creando, ma nulla di particolare - racconta il tecnico -. Poi è arrivata l'espulsione di Materazzi: avevo già un po' di paura prima, dopo i primi gialli di Marco e Chivu perché giocare con due difensori ammoniti ad Anfield non è facile... Credo si potesse fare un po' più di attenzione, perché inevitabilmente con l'inferiorità numerica non è semplice giocare in casa del Liverpool. Credo che i ragazzi abbiano fatto tutto quello che potevano fare, hanno fatto tutto quello che hanno potuto, in una sola occasione Julio Cesar è stato impegnato severamente sino alla loro prima rete, sulla quale siamo stati anche sfortunati, perché la deviazione di Maicon è stata purtroppo decisiva. Certo, fa male prendere due gol negli ultimi cinque minuti dopo gli sforzi fatti, anche in questo caso serviva più attenzione, comunque ora è inutile stare qui a dire quello che poteva essere e non è stato. Bisogna pensare che al ritorno, anche se sarà durissima, l'Inter ha tutte le qualità e anche le possibilità per farcela".

Mancini spiega poi a Sky le scelte. "Vieira - ribadisce - purtroppo non è ancora al meglio della condizione e, per questo motivo, all'inizio è partito dalla panchina. Poi, quando è entrato, ha fatto bene, ma non è ancora al top e quindi poteva esserci utili a gara in corso. Quando è entrato, al posto di Cruz, è vero che ci siamo abbassati un po', però non bisogna dimenticare che abbiamo anche dovuto rinunciare a Cordoba, che stava facendo benissimo.  Purtroppo l'infortunio di Ivan è stato un altro passaggio sfortunato, ora vedremo quando potremo recuperarlo".

 

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