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Inter,
tutto facile col Chievo. Ma la festa-scudetto è rinviata
I
nerazzurri vincono 4-3 una partita molto più agevole di quanto
dica il risultato e condizionata dagli aggiornamenti su
Roma-Cagliari, che costringeranno Mourinho a giocarsi il
tricolore a Siena. Le reti: autogol di Motta e Mantovani; poi
Cambiasso, Milito, Balotelli, Granoche e Pellissier. E San Siro
"perdona" SuperMario
Milano, 9 maggio 2010 - Lazzari. San Siro si alza, e cammina
verso lo scudetto. Totti, e ancora Totti. San Siro si risiede,
la Roma è resuscitata, il 18° titolo bisogna andare a prenderlo
a Siena. L’Inter batte il Chievo 4-3, con meno patemi di quanto
dica il risultato: se ha incassato tre gol è solo perché da
Materazzi in giù tutti avrebbero giocato la ripresa con un
auricolare, per sentire gli aggiornamenti da Roma. Dall’Olimpico
solo una illusione, ci si giocherà lo scudetto all’ultima
giornata, domenica: Inter a Siena, Roma a Verona col Chievo.
Il
match coi "mussi" dura poco più di 35 minuti, tempo di vedere
due autogol in poco più di un minuto e di trovare il vantaggio
con Cambiasso. Poi è tutta discesa, e il pallonetto di Milito
(deviato dalla schiena di Frey, ma comunque molto bello) è
sufficiente per spostare definitivamente l’attenzione sulla
Roma. Nemmeno al 13’, sull’autogol di Motta, che devia di corpo
anticipando Scardina su una punizione di Mantovani, San Siro
trema. Anche perché la cinquantina di tifosi del Chievo non
fanno in tempo ad esultare: Mantovani al 14’ devia il cross di
Eto’o e pareggia. Quando segna Cambiasso, poi, è 1 fisso. Cross
di Maicon sul secondo palo, piatto sinistro al volo incrociato
alla grande e 2-1.
La
ripresa? Si vedono tre gol, si resta appesi alla Roma, ma serve
anche a sancire la ritrovata pace (anzi di più, l’amore) fra
Balotelli e il suo pubblico. Il suo rapporto coi tifosi è una
storia d’amore adolescenziale: litigano come pazzi, quando la
rottura pare definitiva, basta un bel gesto per far ripartire la
passione. Nell’occasione San Siro, già ben predisposto, esplode
al 7’, quando su un gran lancio di Maicon, Mario anticipa
Sorrentino in uscita e segna.
Il
Chievo oppone la resistenza che può, prova a chiudersi con un
5-3-2 che crea affollamenti in area difensiva, ma lascia troppo
campo agli avversari. L’assenza di Yepes dietro si sente,
Pellissier e Granoche sembrano sperduti, l’uruguaiano poi trova
la deviazione vincente sul tiro di Marcolini, per il 4-2. E
quando lo scudetto interista pare prendere forma Pellissier
sfrutta un errore difensivo per fare 4-3.
Per
l’ultima a San Siro della stagione va in campo l’Inter formato
4-3-3, con Eto’o e Balotelli larghi e Milito
centravanti-goleador. Stankovic, Cambiasso e Motta dietro alle
punte sono pronti a inserirsi a turno: l’argentino segnerà, ma
il serbo più volte si libera al tiro (traversa scheggiata e gran
parata di Sorrentino). A destra Maicon scorrazza incontrastato,
piazzando un numero imprecisato di cross e facendo partire
l’azione andando a ricevere la palla da Julio Cesar. Due assist
non bastano per festeggiare con una settimana di anticipo. La
rincorsa al triplete, prima di Madrid, passa per Siena.
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