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Spettacolare
Eto'o. E l'Inter allunga: +4
Battuto
3-0 il Livorno con una doppietta del camerunese nel primo tempo:
gran tiro di destro e rovesciata da applausi. Nella ripresa
chiude Maicon, ottimo rientro di Chivu dopo il terribile
incidente del 6 gennaio: gioca col caschetto e si prende gli
applausi dello stadio. Livorno sempre ultimo, ora la salvezza è
distante 8 punti
Milano, 24 marzo 2010 - Diciamoci la verità: prima del gol di
Londra, qualcuno, sugli spalti di San Siro, iniziava a storcere
il naso per le prestazioni di Eto'o. Il ragazzo era tornato in
non ottime condizioni dalla coppa D'Africa, il gol nel 2010 era
smarrito, Milito gli rubava la scena. Si contavano i gol falliti
dimenticando il curriculum del giocatore e l'accoglienza che gli
avevano riservato, al ritorno, i suoi ex tifosi del Barça. Oggi
i critici si sono alzati ad applaudire: doppietta di Eto'o al
Livorno, due reti belle da vedere e pesanti per la corsa allo
scudetto, che hanno chiuso una gara non senza problemi. L'Inter
vince 3-0, ritrova la vittoria in casa che mancava dal 7
febbraio e festeggia il gol del Parma di Bojinov che riporta a 4
i punti di vantaggio su Milan e Roma, aspettando la sfida
dell'Olimpico
Eto'o
dà la svolta alla gara al 36' del primo tempo: Julio Cesar ha
appena salvato il risultato su Pulzetti, parte il contropiede
Inter che Thiago Motta rifinisce, pescando il camerunese in
area. Dribbling secco su Perticone e tiro di destro sul secondo
palo. Gol bello? Forse anche meglio il secondo, cinque minuti
dopo: Pandev entra in area e mette un cross morbido, Eto'o la
arpiona in rovesciata sorprendendo tutti, per primo Rubinho.
Applausi, gara chiusa e decimo gol per l'ex Barcellona, che
segna una doppietta in una delle poche gare stagionali in cui,
per l'assenza di Milito, ha giocato da centravanti puro. In
forma in primavera, quando conta.
Il
primo gol di Eto'o arriva dopo 258 minuti di digiuno di reti
nerazzurre a San Siro: una eternità, visto come era iniziato il
campionato. Anche ieri non è che la manovra abbia impressionato,
complici anche le importanti assenze (Sneijder, Milito, oltre al
punito Balotelli). Mourinho sceglie un tridente puro e chiede a
Maicon di salire molto: ma per mezz'ora i tre davanti faticano
ad avere palloni. Il segreto, paradossalmente, è quello di
lasciare spazio al Livorno. Si perde un po' di possesso palla,
ma in velocità gli attaccanti nerazzurri riescono a fare male.
Pandev non sarà precisissimo (assist a parte) per tutta la gara,
Quaresma addiritura strappa gli applausi dello stadio (che in
passato lo aveva fischiato parecchio): il portoghese svaria su
entrambe le fasce, impegna due volte in un minuto Rubinho (sullo
0-0), piazza cross ripetuti e soprattutto pare aver sotterrato
la "trivela", che qui da noi non è mai piaciuta granché.
Applausi anche per Thiago Motta, che trova due assist,
dimostrandosi giocatore di qualità quando i ritmi non sono
altissimi. Pochi problemi per Materazzi e Cordoba (specie dopo
il 45'), mentre Maicon si concede il terzo gol (una bomba da
distanza ravvicinata dopo l'ennesima discesa). Chiude la difesa
e la serata di buone notizie il rientro a pieno regime di
Cristian Chivu: gioca con il caschetto (da rugby ma fatto su
misura) e appare non condizionato né in ritardo di condizione.
Al
Livorno restano oltre mezz'ora giocata quasi alla pari con la
capolista, ma poche speranze di rimettere in sesto una stagione
nata male. I livornesi restano ultimi, la salvezza è ora
distante otto punti, l'impressione è che si sia venuti a Milano
senza troppe speranze. Lucarelli infatti resta in panchina,
Cosmi imbottisce il centrocampo e vede i suoi sprecare due
occasioni con Danilevicius (centra Cordoba) e Pulzetti. Rivas
fino al gol di Eto'o tiene in piedi i suoi, ma già dopo il
destro del camerunese la squadra va virtualmente al tappeto. Nel
secondo tempo quasi non ci prova. "Non sono queste le partite in
cui bisogna far punti" dicono di solito gli allenatori delle
pericolanti. Ma il Livorno deve fare punti inattesi, per
sperare.
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