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Napoli e Inter solo i legni. Al San Paolo spettacolare 0-0

 

Nessun gol ma tante occasioni su entrambi i fronti in un San Paolo tutto esaurito. Il conto dei legni è 2-1 per gli azzurri: traverse di Hamsik e Muntari nel primo tempo, palo di Quagliarella nella ripresa. Julio Cesar blocca Denis, De Sanctis stoppa Pandev. L'Inter alla fine si accontenta del pari: ora la Roma è a -7

 

Napoli, 14 febbraio 2010 - Due legni a uno, nessun gol. Il Napoli impone il secondo pareggio consecutivo all'Inter di Mourinho, che così vede il suo vantaggio ridotto a 7 punti sulla Roma e a 9 sul Milan (che deve recuperare una gara). Il Napoli riaggancia il quarto posto e soprattutto mostra la grinta che gli aveva chiesto il suo allenatore. Per un tempo mette alle corde l'Inter, poi subisce il ritorno dei nerazzurri (e un normale calo di energie), ma sfiora il colpaccio con un palo di Quagliarella. Era il terzo legno della partita dopo due spettacolari traverse di Hamsik e Muntari nei primi 45'.

 

Il San Paolo è una bolgia, mezz'ora prima della gara è già pieno: le maschere di Collina sono numerose in tribuna, insieme a fazzoletti bianchi per la "panolada". La squadra di Mazzarri sente la carica del suo pubblico, per i primi venti minuti corre molto più degli avversari, con un pressing continuo e scatenato. Ci vuole un gran Julio Cesar per dire di no a Denis, dopo la traversa di Hamsik. Finita la sfuriata, l'Inter prima reclama per un fallo di mano in area di Aronica, poi si riorganizza, e nel secondo tempo pare in grado di poter mettere in atto il "delitto perfetto", ma De Sanctis chiude due volte. Alla fine il pareggio è giusto e non disturba troppo nessuno. Continua la serie senza sconfitte in posticipo degli azzurri, mentre la squadra di Mourinho non perde le sue certezze in campionato.

 

Mazzarri non cambia di fronte ai campioni. L'assenza di Maggio non si fa sentire in particolar modo, perché il suo sostituto, il colombiano Zuniga, è scatenato. Da una sua discesa palla al piede nasce l'occasione di Denis (cross di Hamsik, colpo di testa), la più chiara di tutto il primo tempo, traverse a parte. Muntari poi lo soffre, si fa ammonire presto, rischia pure il rosso, tanto da essere sostituito al 45'. Hamsik è quello delle serate di gloria: colpisce una traversa con un bel tiro a giro al 10', si presenta più volte al tiro, fa con profitto le due fasi. Ma è tutto l'attacco a girare, con Denis che fa il lavoro di Milito, dettando passaggi in profondità (e aggiungendoci tante sponde di testa), e con Quagliarella che "spara" verso la porta appena possibile. E se Aronica pare un po' l'anello debole in fase di costruzione, è lui stesso a dare equilibrio alla squadra quando si tratta di coprirsi. Buona gara dei tre dietro, che raramente si trovano uno contro uno contro gli attaccanti dell'Inter, e quindi chiudono i buchi.

 

Funziona poi la gabbia di Mazzarri intorno a Sneijder: per tutto il primo tempo appena l'olandese prende palla si trova intorno una serie di meglie azzurre. Deve così accelerare la giocata e non sempre è preciso. In più l'Inter non ha lo straordinario Pandev di questi ultimi tempi: il macedone trova pochi palloni da giocare e a volte sparisce, specie nel primo tempo. Nel secondo cresce, ma quando ha la palla buona (18' s.t) non trova l'angolo giusto. Meno incisivi del solito Zanetti, Cambiasso e Maicon: specialmente il brasiliano scende poco sulla destra, tanto che nella ripresa Mourinho concede qualche libera uscita in più a Santon. Mariga gioca un tempo dimostrando di avere ancora tanti margini di miglioramento, specie con la palla fra i piedi. Spenta la luce Sneijder, con pochi spazi a disposizione, restano solo le accelerazioni di Milito per creare pericoli: può essere un problema, se si ripete, in campo europeo. In Italia, nonostante i due punti persi sulle inseguitrici, Mourinho non pare ancora avere troppi motivi per preoccuparsi. La sua squadra conferma comunque una solidità che in Italia può bastare.

 


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