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Inter,
derby da nove, Il Milan è spuntato
L'Inter
batte il Milan (2-0) e vola a + 9. Subito in gol con Milito, i
nerazzurri restano in dieci per il rosso a Sneijder. Rossoneri
all'attacco nella ripresa. Solo nel recupera arriva il rigore,
con espulsione di Lucio, calciato da Ronaldinho e parato da
Julio Cesar
MILANO, 24
gennaio 2009 - L’Italia calcistica non cambia padrone. L’Inter
respinge l’assalto della banda brasiliana di Leonardo: lo fa con
un gol per tempo (2-0), di Milito e Pandev, con un uomo in meno
per oltre un’ora, con un rigore parato nel recupero da Julio
Cesar a Ronaldinho, l’uomo simbolo della rimonta rossonera. Più
del più nove in classifica, pesa il messaggio psicologico. Lo sa
anche Mourinho, che non a caso si lascia andare a un incitamento
alla sua folla, nel finale. L’attacco del Milan è respinto con
perdite. Non si vede da chi potrebbe arrivare il prossimo.
L’Inter
esulta, e può permettersi di dimenticare le polemiche sulla
direzione di gara. Se infatti il miglior arbitro è quello che
non si fa notare, Rocchi non va proprio benissimo. Si capisce al
2’ che non sarà una partita facile (scivolata di Ronaldinbho su
Maicon e proteste), poi l’arbitro finisce due volte per fermare
i fantasisti: prima si scontra con Ronaldinho, poi fa blocco su
Sneijder. L’olandese la prende maluccio e se la lega al dito.
Quando gli animi si scaldano, per un giallo per simulazione a
Lucio, Sneijder arriva a protestare e Rocchi gli spara un rosso
in faccia. E’ il 27’, non sappiamo cosa può aver detto il numero
10, ma l’espulsione è misura estrema, e scalda ulteriormente gli
animi. Poi Rocchi non vede un dubbio rigore a favore del Milan:
mano di Maicon su un controllo al volo di Dinho. L’Inter
protesta per un fallo di Pandev, ma stavolta la terna ci prende.
La ripresa fila liscia fino al recupero: quando un tocco
ravvicinato di mano di Lucio gli costa rigore e rosso.
Prima di
rimanere in dieci, l’Inter domina per 25 minuti: apre Sneijder,
con un tiro da fuori (palo esterno) e una occasione netta nei
primi 9’. Dopo il gol di Milito (lancio di Pandev, mezzo
pasticcio di Abate, diagonale preciso all’angolino), si continua
con ripartenze in velocità che rischiano di essere ogni volta
letali. In fase difensiva, i nerazzurri rischiano poco: funziona
soprattutto la gabbia su Ronaldinho, con Zanetti e Maicon che si
alternano in copertura con buona sincronia. Controllo quasi
completo.
I triangoli
offensivi e difensivi di Mourinho perdono un pezzo ed efficacia
in 10. Per un quarto d’ora l’Inter si rintana dietro, barcolla,
ma non molla (questa squadra non lo fa mai). Zanetti prova a
fare il doppio turno, Milito alleggerisce la tensione
orchestrando ripartenze, prima concluse in solitaria, poi
servendo Pandev (palo al 17’). Mourinho ha pronto il cambio, al
20’, della ripresa, quando Maicon rimedia un fallo da buona
posizione: il tecnico stoppa l’entrata di Motta per far tirare
la punizione a Pandev. Quando il macedone uscirà, un minuto più
tardi, lo farà dopo aver esultato per il 2-0, con una punizione
su cui Dida non è irreprensibile. Gran partita del macedone,
come del solito Milito, dei due difensori centrali e del
preziosissimo Cambiasso. Rientro positivo anche per Santon,
attento in copertura come gli era stato richiesto.
Se all’andata
era partito meglio il Milan, stavolta è spaccato in due: senza
Nesta la difesa perde sicurezza, specie se presa in velocità, i
tre davanti rientrano poco e faticano a trovare spazi, anche
perché Borriello perde i duelli di testa con Lucio. Nel primo
tempo si segnala solo un tiro alto di Pirlo, ma nel secondo la
squadra di Leonardo cambia marcia. Con l’uomo in più, entra
Seedorf per Gattuso e il palleggio ci guadagna: pronti va e
Seedorf è pericoloso di testa e Ronaldinho in girata. Il Milan
prende campo, Beckham inizia a piazzare cross e Borriello a
dominare nel gioco aereo (alto di testa al 13’). Il pareggio
sembra questione di tempo, invece Pandev blocca la carica. Che
non ripartirà: poche magie di Ronaldinho, che si fa anche parare
un rigore nel recupero da Julio Cesar, e che spesso finisce col
rallentare l’azione. Poco filtro a centrocampo, poche discese
degli esterni, pochissimi tiri in porta. Insomma, troppo poco
per mettere fine al dominio della squadra di Mourinho in
campionato.
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Mourinho
felice e arrabbiato

Mourinho è
feile ma anche polemico: "Anche in sette vincevamo uguale. Solo
in sei avremmo perso. Partita spettacolare, incredibile, si è
subito capito che eravamo più forti che avremmo vinto con
tranquillità, però mi resta il sapore strano di una gara strana.
L'arbitraggio? Il paese è vostro, il campionato è vostro, io
sono straniero, prima o poi me ne vado... E' stato fatto di
tutto per non far vincere l'Inter, ma noi siamo più forti. Siamo
stati fortunati a finire con nove, la partita non è stata mai
facile. Leonardo è un grande uomo, non ho sentito cosa ha detto
ma sicuramente avrà ammesso la nostra superiorità. Con Pandev ho
avuto fortuna, il calcio è anche un gioco. Dopo l'espulsione di
Sneijder ho tenuto le due punte perché sapevo che stavamo bene.
L'olandese non aveva compiti tattici di copertura, gli
attaccanti a questo punto dovevano solo rientrare un po' di più.
Per Thiago Motta che si è fatto un c... così per esserci, i
tifosi dovevano avere più rispetto". |
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Moratti: "L'arbitro ha
sbagliato
"
Milano - Il
presidente dell'Inter, Massimo Moratti, è molto soddisfatto
della vittoria nel derby, ma per nulla contento per alcune
decisioni arbitrali che a suo modo di vedere vanno a sommarsi
alle modifiche dei calendari che durante la settimana hanno
irritato parecchio lui e la sua società. "Senza dubbio ho visto
brutti segnali - ha spiegato Moratti lasciando lo stadio - se si
tratta di segnali sono molto antipatici e ce li hanno fatti
capire con molta semplicità". "L'arbitro ha sbagliato, si è
visto che in tribuna non ero contento e non lo sono ancora", ha
spiegato il presidente nerazzurro che dopo l'espulsione di
Sneijder è apparso molto arrabbiato. "Siamo stati ingiustamente
in inferiorità numerica per gran parte della partita, ma
l'abbiamo condotta bene e abbiamo vinto. È una dimostrazione -
ha continuato - di grande carattere e capacità di gioco da parte
della squadra".(ANSA).
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