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Inter, vittoria tranquilla col minimo sforzo

 

Due pali, un gol di Sneijder su calcio piazzato e praticamente nessun rischio per Toldo: i nerazzurri archiviano la pratica Coppa Italia contro un Livorno che ha ben altro a cui pensare

 

Milano, 16 dicembre 2009 - Il risultato c'è, la fatica nemmeno tanta. L'Inter risolve la pratica Coppa Italia con un 1-0 su calcio piazzato (contestato), potendosi permettere di schierare il suo valore aggiunto, quel Wesely Snejider che domenica sera contro la Lazio non gioca perché squalificato. E il Livorno sta fin troppo al gioco (facendo anche un po' arrabbiare Serse Cosmi) perché ha ben altro a cui pensare, vista la sua classifica in campionato.

 

Il copione sembrerebbe tutto già scritto. Da una parte c'è birogno di preservarsi in vista del turno di campionato per andare in ferie con un vantaggio rassicurante. Dall'altra l'obiettivo praticamente è lo stesso, con un piccolo particolare a fare la differenza: si pensa alla salvezza. Però, nelle file nerazzurre c'è un però, e porta il nome di Wesley Sneijder: domenica è squalificato, ed eccolo lì dall'inizio. E, freddo o non freddo, ecco anche le sue giocate: tiri, assist e quant'altro. E' così che un'Inter con la testa comunque tesa a ritrovaersi, a lasciar dietro le tensioni, prende prima un palo con Stankovic, poi con lo stesso Snejider su punizione. E però il gol sarebbe stato forse una punizione eccessiva per un Livorno che è a Milano per giocarsela.

 

Si riprende senza particolari ossessioni agonistiche, ma sicuramente con l'orgoglio a fare da molla: da una parte non si può fare figuracce a casa propria, dall'altra si affronta l'Inter e non si deve dare l'impressione di arrendersi in partenza. Però, appunto, di mezzo c'è il tasso tecnico a fare la differenza: e lo si vede al 15', quando il solito Snejider batte una punizione a rientrare che scavalca la barriera e soprende il portiere liveronese Benussi, che forse avrebbe potuto fare qualcosa di più. Poi però, proprio sul vantaggio, Josè Mourinho regala segnali di rispetto nei confronti della coppa inserendo prima Maicon e poi anche Milito. Giusto per creare un po' di apprensione a un Livorno che forse non ne aveva nemmeno bisogno, perché rinunciatario lo era già da solo

 


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