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Eto'o e Balotelli scatenati, Inter agli ottavi di Champions
I
nerazzurri superano 2-0 i russi del Rubin Kazan con un gol per
tempo dei due attaccanti: stupenda la punizione-bomba
dell'italiano dalla lunga distanza. Unica nota stonata gli
infortuni preoccupanti per Samuel e Stankovic
MILANO, 9
dicembre 2009 - "Tengo i gol per Juve e Rubin". Samuel Eto’o è
stato di parola. Quello coi bianconeri non è servito, la rete ai
russi scaccia i fantasmi (per 30’ l’Inter è fuori dalla
Champions) e lancia i nerazzurri agli ottavi, da seconda del
girone. Non segnava in Europa dalla finale dello scorso anno: ha
ricominciato. "Siamo meglio del Rubin" aveva detto Mourinho, e
aveva ragione: i russi arrivano scarichi e non sfruttano la
confusione iniziale dei campioni d’Italia. Poi Balotelli chiude
la gara, evitando che qualche amnesia dietro provochi crisi di
panico. Avanti così: la rivale degli ottavi con ogni probabilità
sarà una big, ma c’è tempo per pensarci. I 55mila di San Siro
possono saltellare, così "segna Balotelli".
Mezz’ora di
buio, e quando le cose non vanno, Zanetti parte palla al piede:
lo fa al 31’, si infila fra due, entra in area. Tocco del
difensore, la palla arriva a Balotelli. Tacco per Eto’o, bomba a
fil di palo e 1-0. Zanetti e Eto’o: il simbolo dell’Inter
morattiana, in perenne ricerca della dimensione europea, e Samu,
l’uomo che decide le finali di Champions. Sono loro a portare
fuori dal guado l’Inter, poi è Balotelli a spalancare la porta
degli ottavi, con una bomba su punizione (19’ s.t.) su cui
Ryzhikov collabora. Non solo i gol: Zanetti condisce l’allungo
decisivo con altre sgroppate delle sue, Mario alterna giocate a
errori "esagerati" (gol mangiato al 16’ s.t.). Protagonista
sempre e comunque, a partire dal capello tigrato.
Bisogna
vincere? E allora Mourinho non bada a spese, quando si tratta di
inserire giocatori d’attacco: dentro tutti, da Sneijder a
Milito, passando per Eto’o e Balotelli. Sulla carta è un
4-2-3-1, ma spesso si trasforma in un 4-2-4, perché le tre punte
stanno sulla stessa linea, e Sneijder più che fare da collante,
si schiaccia in mezzo a loro. Il risultato è che funziona poco,
con reparti staccati, Eto’o e Balotelli che faticano a trovare
la posizione, Milito che non vede palla. Serve una discesa di
Zanetti per spezzare gli equilibri, poi l’Inter prende fiducia
in contropiede (Sneijder sopra la traversa, gran tiro da fuori
di Maicon a fine primo tempo). Nella giornata no di Milito ci
pensano gli altri: Sneijder prende un palo, Cambiasso,
subentrato a Stankovic (infortunato come Samuel) impegna il
portiere e soprattutto dà sostanza in mezzo. Dietro, Cordoba si
sbatte ma non ha lo stesso feeling di Samuel con Lucio, e con
Maicon a scartamento europeo (ridotto) e Julio Cesar incerto
nelle uscite si rischia qualcosa di troppo. Contro altre
squadre, non sarà permesso.
Per una
mezz’ora, il Rubin resta in corsa. Non che dia l’idea di
crederci troppo, ma sfrutta l’abbozzo di psicodramma dell’Inter,
che col gol di Sheva a inizio gara a Kiev, e con lo 0-0 che non
si sblocca, per un po’ va nel pallone, vedendo l’eliminazione.
Il centrocampo folto dei russi mette in crisi Stankovic e Motta,
Noboa scende sulla destra (e pesca Karadeniz al 18’, tiro
parato), mentre il temuto Dominguez da prima punta perde
parecchia pericolosità, anche se cresce un po’ nella ripresa.
L’ultima fiammata degli uomini di Berdyev è a inizio secondo
tempo, quando la difesa interista barcolla (sui colpi di
Kradeniz e Dominguez), ma non molla. I russi si consolano con
l'Europa League grazie alla vittoria del Barcellona, primo del
girona grazie al 2-1 di Kiev contro la Dynamo.
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