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MILANO, 1 marzo 2009 - Pazzesco 3-3 a San Siro. L’Inter recupera
una situazione apparentemente compromessa contro la Roma, avanti
di due gol all’intervallo grazie a De Rossi e Riise. Doppietta
di Balotelli nella ripresa (contestato il 2-3 su rigore). Gli
ultimi centri sono di Brighi e Crespo prima del finale.
In un certo senso il testa a testa comincia già dal
riscaldamento: Totti prova qualche movimento ma alla fine si
arrende alle bizze del suo ginocchio destro; Ibrahimovic non va
in campo per un piccolo problema muscolare, restando fuori dai
18 per la seconda volta in questa stagione. Così è Balotelli a
ritrovare un posto da titolare a più di due mesi dall’ultima
volta (Siena-Inter 1-2).
A Spalletti mancano sette giocatori con Pizarro in condizioni
problematiche per una caviglia in disordine. C’è Panucci di
nuovo in campo dopo oltre un mese ma il tecnico toscano è quasi
obbligato a cambiare modulo, piazzando Brighi dietro Baptista,
con Vucinic e Taddei più larghi in un 4-2-3-1 di difficile
interpretazione per i nerazzurri. Il risultato infatti è
devastante: in 46 minuti Julio Cesar incassa due gol, come solo
a Bergamo era accaduto, e si salva in altre tre occasioni. Il
tilt interista è totale e all’intervallo il punteggio è di 2-0
per la Roma, grazie al magnifico colpo di testa di De Rossi (su
servizio da destra di Motta), e all’inserimento di Riise sulla
sinistra, con palleggio sulla testa e tocco beffardo sotto le
gambe di Julio Cesar.
Il passivo, come già accennato, è addirittura benevolo per
Mourinho, che osserva impietrito i salvataggi disperati di
Cambiasso su Baptista e di Burdisso su Vucinic, cui va aggiunto
il rigore in movimento fallito da Brighi al 7’. Filtrando le
scorie di un primo tempo da incubo restano solo il triangolo di
Maxwell con Santon, chiuso dal brasiliano con un tentativo poco
preciso, e il contatto tra Panucci e Adriano nell’area
giallorossa, una "manata" meno lieve di quella con cui Ferdinand
ha fermato l’Imperatore martedì scorso.
Nella "prima" da protagonista vissuta accanto a Santon, mai
insieme dal primo minuto i due ex Primavera dell’Inter, Mario
segna una doppietta che tiene in piedi la prima della classe.
L’opera l’avvia Mourinho, che ribalta la squadra rischiando di
brutto: fuori Maxwell e Burdisso, dentro Vieira e Figo con
Cambiasso centrale difensivo e tre uomini dietro Adriano. La
scossa è garantita, anche se ad incendiare la partita è un
rigore molto controverso, quello del 2-3. Dopo il primo centro
di Balotelli, scaturito da un affondo di Adriano all’alba del
secondo tempo, la Roma mette il dito nella piaga di uno
schieramento improvvisato. Baptista sfrutta l’errore di
Cambiasso ed è bravo a girarsi dopo l’anticipo fallito
dall’argentino in veste difensiva. Tocca materialmente a Brighi
mettere dentro il 3-1 scrivendo una parola comunque non
definitiva sulla partita.
Passano sei minuti e Mario costruisce il quinto gol della sua
tormentata stagione cadendo in area dopo un doppio dribbling. Il
rigore è generoso, oltre che indigeribile per Pizarro e Mexes.
Balotelli trasforma, fa il gesto del "tutti zitti" alla curva
giallorossa riscaldando ulteriormente il tono della contesa, e
per poco non inchioda pure il 3-3 con una girata poco fortunata.
Questione di minuti, anche se l’eroe della serata finirà per
essere Hernan Crespo. L’inerzia della sfida "gira"
definitivamente quando Vucinic brucia la carta del 2-4, deviando
di testa senza crederci la traiettoria disegnata da Pizarro. Un
errore pesantissimo, visto che "Valdanito", pochi secondi dopo
essere entrato in campo, stacca come ai tempi d’oro trasformando
un passaggio alto di Figo. Da non credere, soprattutto per
Spalletti.
Partita malissimo, tenuta a galla dal più giovane e contestato
dei suoi attaccanti, l’Inter cerca il successo nelle ultime
curve del tracciato esponendosi al contropiede giallorosso.
Menez, e soprattutto De Rossi, sprecano l’opportunità di
capovolgere un match incredibile. Che premia il coraggio
dell’Inter e in definitiva mantiene in linea di galleggiamento
anche la Roma, che guadagna un punto sul Milan.
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