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BOLOGNA, 21 febbraio 2009 - L'Inter non ha
fatto scherzi al suo allenatore.
A tre giorni dall'incrocio con il Manchester United
non concede regali al Bologna, battuto
(2-1) con gol di Cambiasso e Balotelli nel secondo tempo (pari
momentaneo firmato da Britos). Nel giorno del ricordo di Giacomo
Bulgarelli, la prima della classe conserva quindi intatta la
dote su Juve e Milan nonostante l'assenza di Samuel, messo fuori
nel giorno della sua centesima partita nerazzurra da un problema
muscolare al polpaccio sinistro che andrà valutato in ottica
Champions.
Davanti a Roberto Mancini, in tirbuna con Pagliuca e a distanza
di "sicurezza" da Massimo Moratti, l'Inter offre subito venti
minuti d'assalto, come probabilmente aveva previsto Mihajlovic.
Ibra martella Antonioli da fuori e dispensa passaggi da genio a
Muntari, prezioso nell'inserimento ma fuori contesto quando deve
impostare nella posizione di Stankovic. Da apprezzare anche il
modo di ripartire dei nerazzurri, che "aprono" verso gli esterni
quasi sempre dopo il salto dell'uomo. Il problema comunque resta
quello del gol, che non arriva anche per merito del Bologna,
tosto e coraggioso.
Si gioca al Dall'Ara, ma sembra già di essere al Meazza con il
sottofondo musicale così popolare dalla Svezia alla Turchia. Il
mondo dell'Inter gira attorno alla partita contro Ferguson,
Ronaldo eccetera. Ovvio quindi, che quando Zenoni entra sul
ginocchio di Ibrahimovic, gli occhi della panchina dell'Inter
restino a lungo velati di terrore. Ingiustificato visto che lo
svedese si riprende quasi subito.
Va detto che prima dell'intervallo c'è anche un'occasione per il
Bologna, neutralizzata dall'uscita tempestiva di Julio Cesar sul
capocannoniere della serie A. Con Stankovic al posto di Muntari
nel ruolo cruciale del modulo di Mourinho, non cambia granché.
Il gol di Cambiasso nasce da un calcio piazzato, battuto da
Maicon, sul quale Adriano si esibisce per la seconda volta in 6
giorni nel fortuito colpo "testa-braccio". Giudicato, come
chiede Collina e conferma il giudice sportivo Tosel, non
volontario.
Con una mezz'ora abbondante davanti, il Bologna aggiunge peso al
suo attacco con Marazzina al posto di Valiani, mossa talmente
azzeccata da lasciare qualche dubbio circa la sua puntualità.
Aumentando la quantità di possessi, Mihajlovic ottiene
incisività davanti a Julio Cesar, che sarà ancora una volta
decisivo ai fini del risultato. Il grado d'allarme sale al
massimo livello per Mourinho, che infatti si copre con Vieira,
inserito al posto di Adriano. Ma l'inerzia della partita resta
favorevole al Bologna, che trova l'1-1 con merito sfruttando un
buco difensivo grazie a Britos, solo nello stacco in mezzo
all'area. Perso il vantaggio, l'allenatore dell'Inter ripristina
l'assetto con due attaccanti. E fa bene...
Nella sua stagione piena di musi lunghi, lacrime e polemiche,
Mario Balotelli inserisce anche un gol-lampo, il primo del
campionato, che arriva un minuto dopo il suo ingresso in campo.
Una punizione con traiettoria beffarda, che certifica l'errore
di Antonioli così come l'esultanza finalmente "smodata" del
diciottenne difeso dal suo presidente e stimolato al limite
dell'ostruzionismo dall'allenatore. Il finale però non è ancora
scritto. Tra i ringraziamenti Mourinho è costretto ad aggiungere
il nome di Julio Cesar, straordinario sul colpo di testa di Di
Vaio, servito ancora una volta da Marazzina a tempo quasi
scaduto. Un altro intervento che ha la valenza di un gol.
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